Archivi categoria: Visti da vicino

Le mie considerazioni dopo aver provato sul campo un prodotto tecnologico.

MySQL + ORACLE = Better(MySQL)

Si è tenuto a Milano il 28 settembre un bellissimo seminario di Oracle, tenuto dal team MySQL, sul futuro riservato al noto DBMS all’interno delle strategie di acquisizione di SUN Microsystems. Devo dire che le mie aspettative sono state del tutto soddisfatte, ed anzi, forse anche superate in qualche aspetto. Oracle è una corporate troppo forte e piena di persone capaci per perdersi un treno chiamato SUN. Dopo un simpatico ed ironico inizio con Ivan Zoratti (Pre Sales Manager EMEA di MySQL) che nel tentativo di spegnere le luci ha invece messo fuori uso sia il proiettore che lo schermo, siamo entrati nel vivo del seminario. Dalle cose dette direi che Oracle, non solo ha inquadrato bene la posizione di MySQL come DBMS per tutto cio che non è enterprise e per il web, ma avendo gia al suo interno il team di sviluppo di InnoDB, lo storage engine più interessante fra quelli utilizzabili con MySQL, lo ha migliorato; l’unione dei due team di sviluppo (MySQL ed InnoDB) ha dato vita alla nuova release di MySQL (5.5 attualmente in RC) le cui nuove caratteristiche sono davvero interessanti, tanto da poterla considerare una versione milestone; niente a che vedere con le pseudo nuove versioni rilasciate nel periodo SUN. La filosofia che ha portato a questa nuova versione è stata: Ottimizzazione, più Windows, molto più InnoDB. E’ inutile negare il fatto che per i DBA e DBDesigner più esperti InnoDB era la scelta naturale già da tempo (transazionale, ACID, scalabile, affidabile, robusto); io stesso non solo lo uso come default engine, ma negli anni ho avuto modo di usarlo per cose davvero deplorevoli senza mai pentirmi della mia scelta, e spesso su Windows Server. Quindi mi sono trovato perfettamente in linea con le nuove strategie di Oracle. Inoltre il potenziamento e l’ottimizzazione degli strumenti di replicazione e di MySQL Cluster, completano il quadro. Chiaramente sono stati anche migliorati e, devo assolutamente sottolineare, presentati finalmente con chiarezza gli strumenti ed i servizi che MySQL offre a pagamento (MySQL Enterprise), che con il nuovo posizionamento del prodotto diventano appetibili e necessari all’offerta.

Una chiacchierata con i relatori nel post seminario ha inoltre svelato una grossa soddisfazione su come Oracle sta organizzando i team rispetto a SUN, e tutto questo ha rischiarato quei pochi dubbi che mi si erano annuvolati nella mente. Oracle ha ora in mano una grossa percentuale delle tecnologie che muovono internet, ed anche se alcune di queste sono fondamentali per il suo business (middleware Java) sa perfettamente che limitarle nella diffusione rispetto al passato significa perdere tutti quei vantaggi che le hanno portate a suscitare interesse all’acquisizione di SUN. Certo ci saranno delle vittime (tecnologicamente parlando): lo storage engine Falcon, che doveva contrastare InnoDB, è ormai un capitolo chiuso, ed OpenSolaris è sulla via del tramonto, ma sinceramente queste non mi sembrano grosse perdite per la community in relazione all’investimento che invece Oracle sta e dovrà sostenere per MySQL, Java, Glassfish ed altri. I rumors sulle questioni legali legate a Google,  Android e la Dalvik vm in relazione a Java, dovrebbero essere per Oracle lo spunto per allearsi con il grande motore di ricerca e salire sul convoglio Android, piuttosto che chidere, come sembra, la distruzione di tutti i dispositivi che ne fanno uso. Ma si sa, quando qualcosa che  funziona bene ed è  in gran parte open source rompe le uova nel paniere di alcune corporate che prima non avenvano concorrenti, questo qualcosa diventa vittima di ogni possibile attacco. Ed Android è una delle cose più riuscite di Google e degli ultimi tempi.

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HTC Desire con Android 2.2, finalmente l’erede.

Avete già apprezzato le mie parole nei confronti del Nokia N97 nel mio precedente articolo e quindi sapete che l’eredità lasciata dal mio fido SonyEriccson P990i era veramente impegnativa. Dopo tanto studiare e ponderare Android si era posizionato in cima alla classifica in posizione stabile e all’ultimo minuto sono arrivati in finalissima L’ HTC Desire ed il Samsung Galaxy S.

Pur essendo, con lo stesso prezzo, superiore come caratteristiche tecniche (Schermo da 4” super amoled contro 3,7” amoled, wireless N, 8GB contro 4) il Samsung è stato brillantemente sorpassato dall’ HTC soprattutto per una questione di usabilità, oltre che di sensazione di solidità: Il Galaxy oltre al touchscreen ha solo 3 tasti di cui 2 a sfioramento, il Desire ha ben 4 tasti fisici oltre ad una trackball ottica che funge anche da tasto “Invio”.

Dopo l’acquisto è partito il test Android+Desire, ed al momento direi che il risultato è molto positivo: alla prima accenzione l’ HTC Desire si è aggiornato alla versione 2.2 di Android guadagnando molto in prestazioni, connettività e gestione delle e-mail, tutte cose in cui uno smartphone dovrebbe sempre eccellere. Menzionare tutte le qualità di questa formidabile coppia non darebbe l’idea di come lavorino bene insieme, al contrario vi interesserà sapere che:

  • L’harware HTC è ben assemblato e funziona bene
  • Android è completo e facile da usare
  • Il client pop/imap anche se molto semplice fa egregiamente il suo lavoro
  • Le funzioni di tethering e HotSpot Wi-fi sono comodissime e vanno alla grande
  • Il market di Android è pieno di cose utilissime come di cretinate per divertirsi
  • Anche se molti dicono che la batteria è a stento sufficiente a passare la giornata, posso dire che a parità di utilizzo dura quanto quella del glorioso P990ì
  • L’interfaccia Sense di HTC è notevole e perfettamente intergrata in Android

Direi che finalmente il mio P990i puo godersi una bella pensione, il suo erede HTC Desire è all’altezza anche se ci sono ancora due cose che il Desire non fa: inserire nei contatti rapidi due volte lo stesso account ma con numeri di telefono diversi e separare il suono di nuova email da quello di nuovo messaggio, ma sono dettagli su cui si puo sorvolare per il momento.

Windows 7: bilancio positivo, ma….

Ho da poco inaugurato la mia (per utilizzo, non di proprietà) nuova workstation con Windows 7 professional 64bit. Bello il computer (HP z 400) e bello il sistema operativo, ma… mi aspettavo qualcosina di più.

Tanto per cominciare al cambio del gruppo di lavoro, Win7 va riavviato come il buon vecchio Win2000… sembra una sciocchezza, ma per chi deve sostituire 8 vecchi e gloriosi pc significa 8 riavvii in più per una cosa che mi sembra abbastanza banale da evitare. Evidentemente gli sviluppatori sono stati impegnati su altre amenità come AREO piuttosto che potenziare le già buone qualità di rete dei vecchi Windows.

Mi chiedo poi come sia possibile che nel tentativo di diffondere (finalmente !!) la versione a 64bit di Win7 (viene rilasciata insieme alla 32bit in quasi tutte le versioni) a qualcuno non sia venuto in mente che i primi ad utilizzare per scelta questa versione sarebbero stati gli sviluppatori; altrimenti non si spiega perchè con Visual Studio 2010 in Win7 64bit non sia implementato L’ “edit and continue” (quella funzione che ti permette di modificare il codice al volo durante l’esecuzione in debug dei software) che è una mano santa quando affronti uno spinoso bug, e che è (era?) uno dei pochi punti a favore di Visual Studio nei confronti di altri IDE.

Insomma, Win7 ti fa dimenticare Vista, ma ti fa ancora rimpiangere qualcosa, e soprattutto non distacca del tutto Linux che con queste premesse ha ancora molte carte da giocare in ambito desktop.

HP Compaq 610 VC388ES#ABZ: economico, onesto in tutto tranne che per il suono.

Che dire di questo notebook serie professionale di HP/Compaq, mantiene le promesse per il target professionale, ma delude comunque nell’audio che anche in ambito professinale puo essere importante.

Le caratteristiche principali sono:

Processore Intel Core 2 duo T5870 2.0 ghz – 2GB ram – HD da 250 GB – schermo da 15,6” LED – DVDRW LightScribe – webcam – microfono e speaker mono. L’alimentatore è piccolo e leggero.

E’ dotato inoltre di dischi per il downgrade da Windows7 Professional, preinstallato su HD, a Windows XP Professional. Purtroppo Windows 7 è nella versione a 32 bit.

La macchina è tutto sommato sobria, con un ottimo display ed una tastiera all’altezza di un utilizzo professionale. E’ veloce con Windows 7 che non fa rimpiangere XP.  Dotato dei soliti software in demo (Office 2007 e McAfee) HP non disdegna di inserire una serie di utility contenute in un dock trasparente.

Forse un po troppo lenta la fase di startup alla prima accensione della macchina, ma alla fine il giudizio è positivo. Perplime solo l’audio mono,anche se l’ascolto è buono e abbastanza potente, veramente mai visto su nessun notebook da una decina d’anni a questa parte.

Nokia N97, che flop !

Pensavo che la tecnologia potesse solo progredire, e invece mi trovo con un bellissimo regalo, un nuovo Nokia N97, che fa più o meno le stesse cose del mio smartphone con più di un lustro sulle spalle, e le fa anche peggio. Continua a leggere