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I miei commenti da opinionista del mondo tecnologico.

La (Ri)scoperta di Brunori Sas

Ascolto molto la radio in auto. E RAI radio2 è una delle mie preferite. Fortunatamente quest’anno i miei orari coincidono con Radio2 Social Club, la trasmissione di musica live condotta da Luca Barbarossa e co.. Dico fortunatamente perchè per un’amante della musica come me, sentire artisti dal vivo è sempre un emozione, anche se sono sconosciuti, anteprime o novità assolute. In quest’ottica la trasmissione è una delle poche che non è strettamente legata alle politiche commerciali delle case discografiche, per cui non è difficile ascoltare cose nuove che generalmente non fanno parte delle playlist delle radio.

E anche quando ci sono ospiti famosi e conosciuti è straordinario ascoltarne le curiosità, i pensieri e le novità discografiche.

Tutto questo per dire che devo sentitamente ringraziare Radio2 Social Club per avermi fatto conoscere Brunori Sas. Si, è vero. Non è una novità e sicuramente è stata una mia mancanza non essere a conoscenza di un artista che ho poi scoperto essere (giustamente) molto apprezzato dalla critica e da un certo pubblico. “A casa tutto bene” è il suo ultimo lavoro e io sono stato letteralmente folgorato dall’ opera. Ascoltando Brunori si sente un esplosivo mix di Fossati-Dalla-Battisti, con testi graffianti, ma che non feriscono. Le sonorità sono all’altezza di contenuti moderni, di introspezione, profondi. Ma all’interno del grande pop italiano, quello che non si sentiva da tempo.

Ecco io credo che “La verità”, primo singolo e pezzo di apertura dell’album, sia un piccolo capolavoro e che a Sanremo avrebbe stravinto, ma probabilmente non sarebbe mai stata inclusa in una manifestazione che ormai è più un evento televisivo che artistico. E sia chiaro che non ho nessuna critica da fare al vincitore, anzi, l’esatto contrario; Gabbani è stato capace di vincere il festival della Canzone Italiana con un titolo in inglese, sdoganando un po i canoni del Festival (finalmente).

Ma “A casa tutto bene” non delude in nessun brano. Se vi piace la musica italiana non mancate l’occasione di alscoltare  e seguire Brunori Sas.

Oracle-Sun II parte: la zappa sui piedi.

Ho appena appreso che Oracle ha deciso di far pagare il plug-in per Microsoft Office per l’apertura dei file OpenDocument. Ma si puo essere meno furbi? Prescindendo da tutte le considerazioni sul fatto che è uno standard aperto e riconosciuto, invece di promuovere la diffusione dello standard della tua suite dando la possibilità ai software concorenti di aprire i tuoi file, metti un bel freno all’interoperabilità (bella parola vero? :-)) fra te e gli altri ? A che pro ? Oracle forsa pensa di incassare denaro da un banale plug-in per la concorrenza ? Le domande sono molte ma proprio non riesco a darmi risposte.

Attenzione Oracle ! Hai l’opportunità di cavalcare una mandria di purosangue che possono far mangiare la polvere agli altri, non lasciarli nella stalla.

MySQL + ORACLE = Better(MySQL)

Si è tenuto a Milano il 28 settembre un bellissimo seminario di Oracle, tenuto dal team MySQL, sul futuro riservato al noto DBMS all’interno delle strategie di acquisizione di SUN Microsystems. Devo dire che le mie aspettative sono state del tutto soddisfatte, ed anzi, forse anche superate in qualche aspetto. Oracle è una corporate troppo forte e piena di persone capaci per perdersi un treno chiamato SUN. Dopo un simpatico ed ironico inizio con Ivan Zoratti (Pre Sales Manager EMEA di MySQL) che nel tentativo di spegnere le luci ha invece messo fuori uso sia il proiettore che lo schermo, siamo entrati nel vivo del seminario. Dalle cose dette direi che Oracle, non solo ha inquadrato bene la posizione di MySQL come DBMS per tutto cio che non è enterprise e per il web, ma avendo gia al suo interno il team di sviluppo di InnoDB, lo storage engine più interessante fra quelli utilizzabili con MySQL, lo ha migliorato; l’unione dei due team di sviluppo (MySQL ed InnoDB) ha dato vita alla nuova release di MySQL (5.5 attualmente in RC) le cui nuove caratteristiche sono davvero interessanti, tanto da poterla considerare una versione milestone; niente a che vedere con le pseudo nuove versioni rilasciate nel periodo SUN. La filosofia che ha portato a questa nuova versione è stata: Ottimizzazione, più Windows, molto più InnoDB. E’ inutile negare il fatto che per i DBA e DBDesigner più esperti InnoDB era la scelta naturale già da tempo (transazionale, ACID, scalabile, affidabile, robusto); io stesso non solo lo uso come default engine, ma negli anni ho avuto modo di usarlo per cose davvero deplorevoli senza mai pentirmi della mia scelta, e spesso su Windows Server. Quindi mi sono trovato perfettamente in linea con le nuove strategie di Oracle. Inoltre il potenziamento e l’ottimizzazione degli strumenti di replicazione e di MySQL Cluster, completano il quadro. Chiaramente sono stati anche migliorati e, devo assolutamente sottolineare, presentati finalmente con chiarezza gli strumenti ed i servizi che MySQL offre a pagamento (MySQL Enterprise), che con il nuovo posizionamento del prodotto diventano appetibili e necessari all’offerta.

Una chiacchierata con i relatori nel post seminario ha inoltre svelato una grossa soddisfazione su come Oracle sta organizzando i team rispetto a SUN, e tutto questo ha rischiarato quei pochi dubbi che mi si erano annuvolati nella mente. Oracle ha ora in mano una grossa percentuale delle tecnologie che muovono internet, ed anche se alcune di queste sono fondamentali per il suo business (middleware Java) sa perfettamente che limitarle nella diffusione rispetto al passato significa perdere tutti quei vantaggi che le hanno portate a suscitare interesse all’acquisizione di SUN. Certo ci saranno delle vittime (tecnologicamente parlando): lo storage engine Falcon, che doveva contrastare InnoDB, è ormai un capitolo chiuso, ed OpenSolaris è sulla via del tramonto, ma sinceramente queste non mi sembrano grosse perdite per la community in relazione all’investimento che invece Oracle sta e dovrà sostenere per MySQL, Java, Glassfish ed altri. I rumors sulle questioni legali legate a Google,  Android e la Dalvik vm in relazione a Java, dovrebbero essere per Oracle lo spunto per allearsi con il grande motore di ricerca e salire sul convoglio Android, piuttosto che chidere, come sembra, la distruzione di tutti i dispositivi che ne fanno uso. Ma si sa, quando qualcosa che  funziona bene ed è  in gran parte open source rompe le uova nel paniere di alcune corporate che prima non avenvano concorrenti, questo qualcosa diventa vittima di ogni possibile attacco. Ed Android è una delle cose più riuscite di Google e degli ultimi tempi.

Windows 7: bilancio positivo, ma….

Ho da poco inaugurato la mia (per utilizzo, non di proprietà) nuova workstation con Windows 7 professional 64bit. Bello il computer (HP z 400) e bello il sistema operativo, ma… mi aspettavo qualcosina di più.

Tanto per cominciare al cambio del gruppo di lavoro, Win7 va riavviato come il buon vecchio Win2000… sembra una sciocchezza, ma per chi deve sostituire 8 vecchi e gloriosi pc significa 8 riavvii in più per una cosa che mi sembra abbastanza banale da evitare. Evidentemente gli sviluppatori sono stati impegnati su altre amenità come AREO piuttosto che potenziare le già buone qualità di rete dei vecchi Windows.

Mi chiedo poi come sia possibile che nel tentativo di diffondere (finalmente !!) la versione a 64bit di Win7 (viene rilasciata insieme alla 32bit in quasi tutte le versioni) a qualcuno non sia venuto in mente che i primi ad utilizzare per scelta questa versione sarebbero stati gli sviluppatori; altrimenti non si spiega perchè con Visual Studio 2010 in Win7 64bit non sia implementato L’ “edit and continue” (quella funzione che ti permette di modificare il codice al volo durante l’esecuzione in debug dei software) che è una mano santa quando affronti uno spinoso bug, e che è (era?) uno dei pochi punti a favore di Visual Studio nei confronti di altri IDE.

Insomma, Win7 ti fa dimenticare Vista, ma ti fa ancora rimpiangere qualcosa, e soprattutto non distacca del tutto Linux che con queste premesse ha ancora molte carte da giocare in ambito desktop.

Il nuovo slogan di Microsoft… ridicolo !!

Ma dico io, i creativi a volte veramente superano loro stessi, e chi approva le loro idee ancora peggio. Ma come, con un prodotto di punta che si chiama Windows, cioè finestre, mi fai lo slogan “life without walls” che significa “vita senza muri” ?!?!?! e le finestre senza i muri dove le metto ?????

Ma che cretini….