Windows 7: bilancio positivo, ma….

Ho da poco inaugurato la mia (per utilizzo, non di proprietà) nuova workstation con Windows 7 professional 64bit. Bello il computer (HP z 400) e bello il sistema operativo, ma… mi aspettavo qualcosina di più.

Tanto per cominciare al cambio del gruppo di lavoro, Win7 va riavviato come il buon vecchio Win2000… sembra una sciocchezza, ma per chi deve sostituire 8 vecchi e gloriosi pc significa 8 riavvii in più per una cosa che mi sembra abbastanza banale da evitare. Evidentemente gli sviluppatori sono stati impegnati su altre amenità come AREO piuttosto che potenziare le già buone qualità di rete dei vecchi Windows.

Mi chiedo poi come sia possibile che nel tentativo di diffondere (finalmente !!) la versione a 64bit di Win7 (viene rilasciata insieme alla 32bit in quasi tutte le versioni) a qualcuno non sia venuto in mente che i primi ad utilizzare per scelta questa versione sarebbero stati gli sviluppatori; altrimenti non si spiega perchè con Visual Studio 2010 in Win7 64bit non sia implementato L’ “edit and continue” (quella funzione che ti permette di modificare il codice al volo durante l’esecuzione in debug dei software) che è una mano santa quando affronti uno spinoso bug, e che è (era?) uno dei pochi punti a favore di Visual Studio nei confronti di altri IDE.

Insomma, Win7 ti fa dimenticare Vista, ma ti fa ancora rimpiangere qualcosa, e soprattutto non distacca del tutto Linux che con queste premesse ha ancora molte carte da giocare in ambito desktop.

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